Lecco, maggio 2019

Fulmine: “Che gioia avere salvato quel ragazzo impaurito del Gambia!”

Davide Trestini “Fulmine”, 40 anni, è Caposquadra della sezione di Lecco.
“Conoscevo e seguivo i City Angels con ammirazione da molti anni, ma abitavo in Valtellina e lì non c’erano – racconta. – Poi mi sono trasferito a Lecco. E quando gli Angeli hanno aperto una sezione lì mi sono precipitato ad aderire!” Era l’ottobre del 2016.
In quasi tre anni Fulmine ha fatto molte esperienze forti e toccanti. Ha contribuito, con i suoi compagni, a ricongiungere Peter e Giulia, due persone scomparse, con le loro famiglie. “Ogni persona in strada, con le sue fragilità, mi ha rafforzato come essere umano” dice. E attacca a parlare di Musa: “un diciannovenne del Gambia, che abbiamo soccorso ai primi di marzo. Era sulla strada, impaurito. Girava in stato confusionale per le vie di Lecco: denutrito, sporco, vestito leggero e senza documenti. L’abbiamo portato in ospedale. Dove abbiamo scoperto che era stato ricoverato altre volte. Non sapevano nulla di lui, se non il suo nome e cognome. Ogni volta restava in piedi per ore nella hall del pronto soccorso, e veniva dimesso senza una vera visita. Così ho deciso, di mia iniziativa, di seguirlo personalmente.
Insistendo con l’ospedale, sono riuscito ad ottenere una visita psichiatrica per lui, con relativa diagnosi e terapia farmacologica.
Fino alla fine di marzo l’ho portato al dormitorio della Caritas, ma una volta chiuso il dormitorio nono me la sono sentita di abbandonarlo sulla strada. Così ho deciso, a mio rischio e pericolo, di portarmelo a casa. Gli amici mi davano del pazzo, ma il cuore mi imponeva di farlo.
Dopo un paio di settimane a casa mia, al caldo e in un ambiente amichevole, Musa ha iniziato a ricordare qualcosa della sua vita. L’ho portato a fare denuncia di smarrimento dei documenti, l’ho aiutato a ritrovare il permesso di soggiorno. Musa ha ricordato il numero di telefono della mamma: che emozione quando le ha telefonato! La mamma è scoppiata in lacrime, non sentiva il figlio da mesi e temeva il peggio”
Oggi Musa sta bene. E’ ancora in casa con me, in attesa di ricevere i documenti per raggiungere lo zio in Germania.
Grazie ai City Angels di Lecco, che mi sono stati vicini per aiutare Musa. E un ringraziamento particolare a Pantera, un City Angel della Guinea, che ha fatto da traduttore!”
Il Coordinatore di Lecco, Marco Visentin “Griso”, commenta così: “Fulmine, che insegna italiano agli stranieri, è molto attento alla loro integrazione.
Senza Fulmine, Musa avrebbe potuto morire. Ed è bellissimo che dal primo aprile abbia ospitato questo ragazzo a casa sua, come un fratello. Fulmine trascorre tutto il suo tempo libero con lui, e quando lavora lo affida ad amici che si prendono cura di lui.
Insomma, è un esempio di straordinario altruismo e generosità!”